Dopo 24 anni di attese, segnalazioni e richieste rimaste a lungo senza risposta, oggi prendono ufficialmente il via i lavori di allargamento e messa in sicurezza di Via Giacomo Matteotti. Un intervento atteso da decenni, che riguarda una delle arterie più trafficate e strategiche della città, spesso utilizzata anche dai mezzi di soccorso diretti all’ospedale.
La strada è da tempo al centro di criticità evidenti: assenza di marciapiedi, traffico intenso, carreggiata ristretta e una funzione di fatto assimilabile a una piccola circonvallazione urbana. Una situazione che ha rappresentato per anni un rischio concreto per pedoni, automobilisti e ambulanze.


A portare avanti questa battaglia è stato Luigi Serafini, residente della zona, che dal 2021 ha deciso di esporsi pubblicamente per chiedere un intervento risolutivo. «Oggi non parliamo solo di un cantiere che si apre, ma del risultato di 24 anni di attesa e di una battaglia di civiltà», dichiara Serafini. «Finalmente si interviene su una strada pericolosa, fondamentale per la viabilità cittadina e per l’accesso all’ospedale».
A rendere ancora più critica la situazione era la presenza di un muro di cinta privato che restringeva in modo anomalo la carreggiata, una condizione più volte segnalata negli anni. «Quel restringimento era sotto gli occhi di tutti e rappresentava un pericolo costante», spiega Serafini. «Non potevo accettare che una situazione del genere venisse considerata normale».
Nel 2021, anche spinto dal valore simbolico del nome della via, dedicata a Giacomo Matteotti, Serafini ha iniziato a sollevare pubblicamente la questione attraverso segnalazioni, lettere protocollate e interventi sui social. Col tempo, alla sua iniziativa si sono uniti residenti, aziende e privati della zona, trasformando una richiesta individuale in una mobilitazione collettiva.
«All’inizio ero solo, poi sono arrivati il sostegno dei cittadini e delle attività. È diventata una richiesta condivisa, nell’interesse dell’intera comunità», sottolinea Serafini. «Questa vicenda dimostra che esporsi, quando si è nel giusto, serve».
L’avvio dei lavori rappresenta oggi un primo, concreto passo verso una strada più sicura e funzionale. Serafini non nasconde la propria soddisfazione: «Ringrazio l’attuale Amministrazione per la sensibilità dimostrata. Dopo tanti anni, finalmente si è passati dalle parole ai fatti».
Un risultato che va oltre l’intervento urbanistico e che assume il valore di segnale importante sul rapporto tra cittadini e istituzioni. «Spero che questa esperienza possa essere un esempio, soprattutto per i più giovani: quando si agisce per il bene comune non bisogna avere paura di far sentire la propria voce», conclude Serafini, dedicando questo traguardo al geom. Rino Barberini, venuto a mancare nei giorni scorsi, uno dei primi residenti a sostenere la sua causa.

