Madre Elisa Martinez è Beata. La cerimonia questa mattina a Leuca

Oltre 3000 fedeli presenti sul piazzale della Basilica di Leuca per vivere un forte momento di fraternità, che ha caratterizzato la vita ecclesiale della diocesi di Ugento – S. Maria di Leuca: la beatificazione di Madre Elisa Martinez.
Si conclude oggi la prima parte del processo su vita virtù e fama di santità, iniziato nel 2016 nella Basilica mariana, in attesa della canonizzazione. Alla celebrazione hanno preso parte tutti i Vescovi della Metropolia di Lecce, presbiteri provenienti da tutta la Puglia, le Figlie di S. Maria di Leuca (congregazione che Martinez ha fondato) e le autorità civili e militari.


Oltre 50 i testimoni ascoltati dal tribunale, a cui si è affiancato sin dal primo momento il costante lavoro del postulatore Mons. Sabino Lattanzio.
Un ruolo fondamentale è stato svolto dal miracolo, che oggi ha permesso alla suora originaria di Galatina di essere annoverata tra i Beati della Chiesa Cattolica.

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Il miracolo, accertato nel processo “super miro”, consiste nella guarigione di una bimba di Loreto da “trombosi e occlusione completa calcificata dell’arteria ombelicale sinistra fetale” con “esteso infarto placentare e plurifocali alterazioni dei villi come da ipossiemia”, nonché un gravissimo ritardo di crescita fetale intrauterina associato a condizioni di brain sparing.
L’intercessione della suora fondatrice delle Figlie di S. Maria di Leuca è avvenuta proprio grazie anche alle preghiere delle sue figlie. È stata la superiora generale, madre Ilaria Nicolardi, a far iniziare nelle varie comunità del suo Istituto una novena di preghiera. Le preghiere hanno continuato ad accompagnare tutto il periodo della gravidanza e la piccola è nata il 19 marzo 2018 in perfette condizioni.
È stata proprio la Madre Nicolardi che ha accompagnato il postulatore con la reliquia di Madre Elisa Martinez, una costola, che è stata portata sul presbiterio, accanto alla mensa, per essere oggetto di pubblica venerazione.


Il miracolo, avvenuto per sua intercessione e riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa, non è altro se non il segno celeste che attesta il suo cammino di santità e mette in risalto l’attualità del suo carisma. – spiega Mons. Vito Angiuli In un tempo nel quale assistiamo a un “inverno demografico” e «vediamo spesso che la natura della famiglia è attaccata da diverse ideologie, che fanno vacillare le fondamenta che sostengono la personalità dell’essere umano e, in generale, tutta la società». L’evento straordinario accaduto alla famiglia Tanfani ribadisce con forza che «un figlio è il dono più grande per tutti e viene prima di tutto»”.


A precedere questo momento la richiesta di Mons. Vito Angiuli, vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, al Cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, per chiedere che Santa Romana Chiesa annoverasse la Venerabile Martinez tra le schiere dei Beati.
È stata peraltro proprio l’umiltà a spingere Madre Elisa preferenzialmente verso gli umili, i poveri, i malati e i sofferenti. – spiega il Cardinale Semeraro nell’omelia – «Vorrei dilatare il mio cuore per abbracciare tutte le creature sparse in ogni angolo della terra – diceva – specialmente le più bisognose ed emarginate». Questo mi fa ricordare un detto medievale, che dice: «Sono tre i gradini per i quali l’uomo sale al cielo: la povertà, l’umiltà e la carità: Hi sunt tres gradus, per quos homo ascendit in coelum: paupertas, humilitas, charitas» (Alano di Lilla, Lib. Sent: De Sancta Maria, 32: PL 210, 248). Questo fu detto per la Vergine Maria, ma vale pure per la nostra Beata. Amava i poveri, ma perché? Perché in essi scopriva più limpido il volto di Cristo. San Paolo VI, del quale in questi giorni abbiamo ricordato il LX della elezione alla Cattedra di Pietro, nell’omelia della messa celebrata il 23 agosto 1968 per i campesinos colombiani disse loro: «Voi siete un segno, voi un’immagine, voi un mistero della presenza di Cristo. Il sacramento dell’Eucaristia ci offre la sua nascosta presenza viva e reale; mai voi pure siete un sacramento, cioè un’immagine sacra del Signore fra noi, come un riflesso rappresentativo, ma non nascosto, della sua faccia umana e divina»”.


La Beata Elisa Martinez nacque a Galatina (Le) il 25 marzo 1905. Sempre mossa dall’ideale di consacrazione, il 20 marzo 1938 diede inizio a Miggiano alla Pia Unione delle Suore dell’Immacolata, ispirata dalla massima evangelica: “Qualunque cosa avete fatto al più piccolo di questi miei fratelli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40), nonché dall’immagine di Gesù Buon Pastore che va in cerca della pecorella smarrita, la raccoglie e la riporta all’ovile (Lc 15,3-5), vivendo la sua consacrazione religiosa e delle sue figlie con una motivazione mariana.
Il 15 agosto 1941 il vescovo di Ugento, mons. Giuseppe Ruotolo, eresse la Pia Unione in Istituto di Diritto Diocesano, suggerendo il cambio del nome in “Figlie di Santa Maria di Leuca”, in onore al maggiore Santuario Mariano del Salento. Nel 1943 l’Istituto, che nel frattempo si andava espandendo in più parti d’Italia, ottenne il Decreto di erezione di Diritto Pontificio.
La Beata Elisa coltivò un fervente amore verso la Santissima Eucaristia e la Vergine Immacolata, maestra di vita interiore, nutrendosi di molta preghiera. Dalla costante unione con Dio scaturì anche il suo amore preferenziale per i “piccoli”, che nel significato evangelico include non sono solo i bambini, pupilla dei suoi occhi, ma tutti i poveri, i bisognosi, gli indifesi, gli infelici, mostrando grande maternità spirituale e una carità senza confini.
Sopportò con fortezza difficoltà di salute e, in particolare, angosce, calunnie e umiliazioni senza numero, ma non perdendo mai la pace interiore e il sorriso. Tenendo fisso lo sguardo su Cristo Crocifisso fu anche donna di perdono.
Tutte queste prove irrorarono la sua fecondità apostolica. Infatti, nel corso degli anni, ebbe la consolazione di vedere la sua Famiglia Religiosa espandersi in diverse parti del mondo, a cominciare dall’Europa, fino a raggiungere l’America e il continente Asiatico.
L’8 febbraio 1991, in Roma, andò incontro al suo Sposo Celeste, lasciando l’eredità di 55 Comunità distribuite in otto Paesi, con 600 Figlie dilette che continuarono a diffonderne con fedeltà il suo carisma ancora attuale e fecondo.

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