Domenica 6 settembre, alle 19:30, al Palazzo della Cultura di Galatina, l’ultimo appuntamento della V edizione del Festival “Amore e Psiche”. In programma il documentario di Ignazio Oliva, un viaggio dentro il carcere “Due Palazzi” di Padova tra errori, sofferenza, rieducazione e speranza.
Cosa accade quando, oltre la pena, si prova a immaginare una nuova possibilità? È questa una delle domande che attraversano “Tutto il mondo fuori”, il documentario diretto dall’attore e regista Ignazio Oliva, scelto per chiudere la quinta edizione del Festival “Amore e Psiche”.
L’appuntamento è per domenica 6 settembre alle ore 19:30 al Palazzo della Cultura di Galatina, dove il pubblico sarà accompagnato dentro una realtà spesso conosciuta soltanto attraverso la cronaca: quella del carcere “Due Palazzi” di Padova.
Il documentario nasce dalla collaborazione di Ignazio Oliva con monsignor Dario Edoardo Viganò e don Marco Pozza, cappellano dell’istituto penitenziario. È proprio don Marco ad accompagnare lo spettatore all’interno del carcere, offrendo uno sguardo diretto e umano su una realtà complessa.
Al centro del film ci sono le storie di tre detenuti, uomini con percorsi differenti ma accomunati dall’esperienza dell’errore, della sofferenza e del pentimento.
Non si tratta soltanto di raccontare la quotidianità carceraria. Tutto il mondo fuori prova, infatti, a interrogarsi sul significato della pena e, soprattutto, sulla possibilità di trasformarla in un percorso verso il cambiamento.
Il riferimento è all’articolo 27 della Costituzione italiana, secondo il quale le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Il documentario non nasconde le difficoltà della vita in carcere, ma allo stesso tempo lascia emergere una prospettiva diversa: quella di un futuro che può esistere anche oltre le sbarre.
Nel film, lavoro, studio e sport diventano strumenti attraverso i quali è possibile costruire un percorso di crescita personale e prepararsi al ritorno nella società.
È proprio questo equilibrio tra la durezza della reclusione e la possibilità di una rinascita a rendere il racconto particolarmente intenso. Il carcere non viene presentato soltanto come luogo di espiazione, ma anche come uno spazio nel quale può iniziare un percorso di responsabilizzazione e cambiamento.
C’è inoltre un elemento particolare nella storia del documentario. Le riprese di Tutto il mondo fuori si sono concluse poco prima del lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus.
La successiva uscita televisiva avvenne quindi in un momento in cui milioni di persone stavano sperimentando, seppure in forme completamente diverse, l’isolamento e la limitazione della propria libertà.
Una coincidenza che ha conferito al film un’ulteriore chiave di lettura e ha riportato al centro della discussione il significato della reclusione, della libertà e della speranza.
Dopo il film, il confronto con il pubblico
La serata al Palazzo della Cultura non si concluderà con i titoli di coda.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco Fabio Vergine e del delegato alla Cultura Davide Miceli, è previsto un dibattito con il regista Ignazio Oliva e i docenti dell’Università del Salento Luca Bandirali e Marta Vignola.
Sarà quindi un’occasione per approfondire i temi sollevati dal documentario e confrontarsi sul rapporto tra cinema, carcere, rieducazione e reinserimento sociale.
L’ultimo appuntamento del Festival “Amore e Psiche” sceglie così una storia capace di andare oltre la semplice rappresentazione della detenzione e di porre una domanda essenziale: quanto può essere importante offrire a chi ha sbagliato la possibilità concreta di ricominciare?
Informazioni
Festival “Amore e Psiche” – V edizione
Evento: proiezione di Tutto il mondo fuori
Regia: Ignazio Oliva
Data: domenica 6 settembre
Ora: 19:30
Luogo: Palazzo della Cultura, Galatina
Ingresso: gratuito
Prenotazione obbligatoria: 320 2873644

