Quattro serate per riannodare il filo dei ricordi attraverso musica, televisione, cinema e cucina. Questa sera, giovedì 3 settembre, in piazza San Pietro l’inaugurazione con “La colonna sonora della nostra vita” e il Premio Flashback 2026 a Carolina Bubbico
Ci sono canzoni che non si limitano a essere ascoltate: restano legate a un volto, a un’estate, a un amore, a una partita vista in televisione, a un momento preciso della propria vita. È proprio da questa memoria collettiva che prende il via questa sera, giovedì 3 settembre, il Flashback Festival, la nuova rassegna che fino a domenica 6 settembre porterà nel cuore di Galatina grandi protagonisti della musica, del giornalismo, del cinema e della cultura gastronomica italiana.
L’appuntamento inaugurale è alle 21, in piazza San Pietro, con “La colonna sonora della nostra vita”, un incontro-spettacolo affidato a due narratori d’eccezione: Marino Bartoletti e Carlo Massarini. Ad accompagnare il racconto sarà la musica dal vivo del Carla Petrachi Trio
Sarà molto più di una semplice conversazione sulla musica. Il progetto nasce infatti dall’idea di ripercorrere oltre settant’anni di canzone italiana attraverso i ricordi, i personaggi e i cambiamenti del Paese, utilizzando la musica come una sorta di macchina del tempo capace di restituire atmosfere, emozioni e trasformazioni sociali.
A rendere particolarmente attesa la serata è l’incontro tra due personalità che, pur provenendo da esperienze differenti, hanno attraversato decenni di storia della comunicazione italiana.
Marino Bartoletti, giornalista, scrittore e volto televisivo, ha raccontato per decenni lo sport e lo spettacolo, diventando una delle figure più riconoscibili del giornalismo italiano. La sua presenza sul palco porterà inevitabilmente con sé il patrimonio di storie, incontri e personaggi accumulato in una lunga carriera, ma soprattutto quella capacità di trasformare il ricordo in racconto, alternando ironia, curiosità e riflessione.
Al suo fianco ci sarà Carlo Massarini, giornalista, conduttore e storico divulgatore musicale, una figura profondamente legata all’evoluzione della televisione e della cultura musicale italiana. Il suo sguardo permetterà di attraversare epoche e linguaggi differenti: dagli anni della grande canzone popolare alla rivoluzione del rock, dall’esplosione della televisione musicale alle trasformazioni dell’industria discografica e del modo stesso di fruire la musica.
È proprio nel confronto tra questi due punti di vista che dovrebbe trovare la propria cifra la serata inaugurale: non una semplice successione di ricordi, ma un racconto capace di mettere in relazione canzoni, televisione, personaggi e costume.
Perché la storia della musica italiana è anche, inevitabilmente, la storia dell’Italia che cambia. Le canzoni raccontano le generazioni che le hanno ascoltate, ma anche le mode, i linguaggi, i sogni e le trasformazioni di una società che dagli anni Cinquanta a oggi ha attraversato profonde rivoluzioni.
Il titolo della serata, “La colonna sonora della nostra vita”, sintetizza così l’idea alla base dell’intero festival: ogni generazione ha le proprie canzoni, ma alcune canzoni appartengono a tutti.
Sul palco, racconti e aneddoti si alterneranno alle immagini e agli interventi musicali del Carla Petrachi Trio, creando una formula che gli organizzatori hanno pensato come un vero e proprio spettacolo e non come un semplice talk. Il pubblico sarà chiamato a riconoscersi nelle storie raccontate, ritrovando attraverso la musica una parte del proprio vissuto.
Sanremo, i grandi interpreti della canzone italiana, le canzoni diventate patrimonio popolare, i cambiamenti del gusto musicale e il rapporto sempre più stretto tra musica e televisione saranno alcuni degli elementi di un viaggio destinato ad attraversare epoche diverse.
E il “flashback” non sarà dunque soltanto nostalgia. L’obiettivo della rassegna è infatti utilizzare la memoria per comprendere il presente e creare un dialogo tra generazioni diverse. Un approccio che accompagnerà tutte e quattro le serate del festival, tra ricordi, spettacolo e nuove chiavi di lettura.
La serata inaugurale avrà anche un momento particolarmente significativo per il territorio salentino. Nel corso dell’appuntamento sarà infatti consegnato il Premio Flashback 2026 a Carolina Bubbico, musicista, pianista, cantautrice, arrangiatrice e direttrice d’orchestra salentina.
Il riconoscimento vuole valorizzare una delle personalità più interessanti della nuova scena musicale pugliese, capace di muoversi tra composizione, interpretazione e arrangiamento e di costruire nel tempo un percorso artistico personale e riconoscibile. La scelta di consegnare il premio proprio nella serata inaugurale rafforza inoltre il legame tra il festival e il territorio: accanto ai grandi nomi nazionali, Flashback mette in evidenza gli artisti salentini che hanno saputo affermarsi ben oltre i confini regionali.
La serata con Bartoletti e Massarini sarà soltanto il primo capitolo di un programma che, fino al 6 settembre, cambierà ogni sera linguaggio mantenendo però lo stesso filo conduttore.
Venerdì 4 settembre sarà protagonista Don Pasta con “Food Sound System”, spettacolo nel quale cucina salentina, musica, immagini e racconto popolare si incontreranno sul palco. Sabato 5 settembre spazio al cinema con Claudia Gerini e Manlio Castagna, mentre domenica 6 la rassegna si chiuderà con “Cosa direbbe Lucio”, omaggio a Lucio Dalla affidato a Renzo Rubino e Gino Castaldo.
A fare da cornice sarà piazza San Pietro, trasformata per l’occasione in un grande spazio scenico con un’estetica definita dagli organizzatori “retro-contemporanea”, tra luci, proiezioni e grafiche ispirate agli anni d’oro della televisione e della musica italiana. Ttvsud.it
Il Flashback Festival, organizzato dall’associazione Boomers & Co. Aps, con la direzione artistica di Gigi Rigliaco e il sostegno della Città di Galatina e della Regione Puglia, parte dunque dalla musica per parlare di memoria. E questa sera, con Bartoletti e Massarini, il viaggio comincerà proprio da lì: dalle canzoni che abbiamo ascoltato, dai personaggi che abbiamo seguito e da quelle melodie che, magari dopo molti anni, bastano ancora a riportarci esattamente nel punto in cui le abbiamo incontrate per la prima volta.

