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30 Set 2026, Mer

Sanità, rivolta a Nardò: “Salento bancomat per Bari e Foggia”. Il comitato civico: “tavolo entro 15 giorni o andiamo in procura”

Oltre seimila firme raccolte dal Comitato per il distretto socio-sanitario di Nardò. Pec a Decaro e al Dg Asl Capochiani: al centro il destino del PTA ex “Sambiasi”

Nardò torna a mobilitarsi sulla sanità territoriale. Il Comitato Civico per il Distretto socio-sanitario di Nardò, che riunisce — secondo quanto dichiarato dal Comitato stesso — oltre seimila firmatari, ha inviato una pec al presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, e al direttore generale della Asl Lecce, Gianluca Capochiani, chiedendo un cambio di rotta nella politica sanitaria regionale.

«Il Salento viene trattato come un bancomat per finanziare i mega-hub di Bari e Foggia», dichiara il presidente del Comitato, Gerardo Vallone. «Chi sceglie il silenzio e la passiva accettazione del bari-centrismo è complice del declassamento del nostro territorio».

Al centro della protesta c’è il Presidio Territoriale di Assistenza di Nardò, l’ex ospedale “San Giuseppe Sambiasi”. Secondo la ricostruzione fornita dal Comitato, il Protocollo d’Intesa firmato nel 2013 — che a fronte della chiusura dei reparti per acuti prevedeva la creazione di un polo territoriale d’eccellenza — non sarebbe stato rispettato. Il Comitato denuncia in particolare lo smantellamento del centro per la Procreazione Medicalmente Assistita, che definisce un “fiore all’occhiello” trasferito su Lecce con conseguente allungamento delle liste d’attesa; una nuova TAC che, sempre secondo il Comitato, si rivelerebbe “una macchina ordinaria” resa poco utilizzabile dalla carenza di personale radiologo; e un rallentamento dei cantieri legati ai fondi Pnrr per l’Ospedale di Comunità, con la Centrale Operativa Territoriale e i servizi di telemedicina che il Comitato descrive come “scatole vuote” prive di medici e infermieri — una situazione che, denuncia il Comitato, riverserebbe pressione sui pronto soccorso di Gallipoli e Copertino per un bacino stimato in 150mila utenti.

Il comunicato inquadra la vicenda in un più ampio squilibrio nella distribuzione delle risorse sanitarie regionali: il Comitato sostiene che l’asse Bari-Foggia assorba la gran parte dei finanziamenti — cita la cifra di oltre 900 milioni di euro l’anno in fondi speciali extratessera per ricerca e policlinici — a fronte di tagli che colpirebbero soprattutto i presidi salentini, a servizio di una popolazione di circa 800mila abitanti che il Comitato descrive come la più anziana e fragile della regione. Si tratta di dati e valutazioni attribuiti al Comitato, che al momento non risultano confermati da fonti regionali o dall’Asl Lecce.

Nella nota, il Comitato rivolge un appello diretto ai rappresentanti eletti nel territorio salentino — consiglieri regionali, parlamentari ed europarlamentari — chiedendo loro di farsi carico della vertenza, e chiede a Regione e Asl la convocazione di un tavolo di confronto entro 15 giorni, oltre allo sblocco del personale necessario a rendere operativo il PTA. In caso di mancata risposta, il Comitato annuncia che si rivolgerà alla Procura della Repubblica e alle magistrature contabile e amministrativa, ipotizzando l’interruzione di pubblico servizio e la violazione dell’articolo 32 della Costituzione, e preannuncia forme di mobilitazione popolare.