Levéra riaccende i riflettori: in scena l’anima inquieta di Rocco Scotellaro

Domenica 12 aprile alle ore 20:30 riparte la stagione teatrale di Levéra con uno spettacolo che affonda le radici nella memoria e nella coscienza civile del Sud. Sul palco prende vita “Sulla mia terrazza il cielo era immenso”, testo scritto da Diego Dantes, dedicato alla figura intensa e ancora attuale di Rocco Scotellaro, poeta, sindaco e simbolo di un meridionalismo autentico, vissuto sulla propria pelle.

Scotellaro non fu soltanto un intellettuale, ma un protagonista diretto delle trasformazioni sociali del secondo dopoguerra. La sua esperienza politica, profondamente intrecciata alla dimensione poetica, rappresenta ancora oggi una delle espressioni più genuine di impegno civile nel Mezzogiorno. La sua voce, sospesa tra denuncia e speranza, rivive in questo allestimento teatrale che promette di essere al tempo stesso evocativo e profondamente contemporaneo.

A dare corpo e voce a questa narrazione saranno Roberta Marini e Francesco Siliberto, interpreti chiamati a restituire la complessità umana e politica di Scotellaro attraverso una messa in scena essenziale ma intensa. Accanto a loro, gli interventi musicali del cantautore Pasquale G. Quaranta accompagneranno il racconto, intrecciando parola e suono in un dialogo capace di amplificare emozioni e contenuti.

La regia, firmata da Antonio Duma, si muove lungo una linea poetica che privilegia la forza del testo e l’immediatezza della recitazione, puntando a coinvolgere lo spettatore in un viaggio che è insieme personale e collettivo. La produzione è curata da Teatro Dantès – Art Factory ETS in collaborazione con We Lab, realtà impegnate nella promozione culturale e nella valorizzazione del teatro come strumento di riflessione sociale.