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I vincitori della prima gara d’Ateneo tra modellini d’auto da corsa

Più di cento studenti dei corsi di laurea del Dipartimento di Ingegneria dell’innovazione dell’Università del Salento hanno partecipato alla “UniSalento Mini 4WD Cup”, competizione tra modellini di piccole auto da corsa ideate e prodotte dagli anni Ottanta del Novecento dall’azienda giapponese Tamiya e oggi protagoniste di numerose gare a livello nazionale e internazionale. Dieci le squadre che si sono sfidate nel progettare, realizzare e far competere i modellini su un tracciato allestito per l’occasione all’interno dell’edificio “Angelo Rizzo” del complesso Ecotekne, mettendo così a frutto le nozioni acquisite nei corsi di Scienza delle costruzioni, Biomeccanica e Meccanica computazionale e nel laboratorio di Prototipazione rapida dei professori Francesco Tornabene e Carola Corcione.

Ecco tutti i vincitori: al primo posto il gruppo “The Sparks” (Matteo Capone, Matteo Iuliano, Nicola Palmisano, Ivre Piccolo, Angelica Spica, Francesco Russo, Alessandro Sarti, Marco Vrapi, Emanuele Serafini, Giacomo Carachino); secondo posto per “Corri Fast Che Sono Furios” (Giulio Capuzzello, Andrea Polo, Andrea Merenda, Andrea Muolo, Giuseppe Ventricelli, Alessandro Bruno, Giovanni Vaglio, Leonardo Passiatore, Alessandro D’Adamo, Martina Giuseppina Santino, Ludovica Esposito), terzi “Multiplanning” (Riccardo Leo, Alessio Gargiulo, Riccardo Blanco, Cosimo Pentassuglia, Marco Spinosa, Giuseppe Dipace, Simone Piceci, Benedetta Greco, Luigi Tricarico, Gabriele Colla, Valeria Romano, Fabio Nero). Un premio per l’automodello più originale è stato assegnato a “Floating Points” (Matteo De Nigris, Sara Maria Miglietta, Francesca Perrone, Greta Renna, Luigi Cordella, Aldo Cirignaco, Andrea Giannotta, Pietro Ammassari); un premio per il maggior numero di componenti stampati in 3D è andato a “CIP Car” (Cesare De Iaco, Mauro Macchitella, Francesco Sangiuseppe, Francesco Spennati, Giuseppe Di Taranto, Michael Lorenzo Maglio, Giacomo Palermo).

«Sono estremamente soddisfatto per l’ottima riuscita di questo progetto educativo, dove la competizione è diventata inclusione tra docenti e studenti ed è stata superata ogni possibile dicotomia tra teoria e pratica», sottolinea il professor Francesco Tornabene, «Ho visto grande motivazione da parte di tutti gli studenti, che hanno ben utilizzato capacità interdisciplinari, gestionali, ma anche critiche con l’obiettivo di una progettazione efficace e creativa. La partecipazione e l’entusiasmo dimostrati durante la gara finale ci hanno riempito di gioia. Un successo che suggerisce di ripetere l’esperienza, estendendola auspicabilmente ad altri Atenei a livello regionale e nazionale».

«È stata un’esperienza entusiasmante ed emozionante, che ha visto ampia partecipazione da parte di studenti, docenti, dottorandi e personale tecnico», aggiunge la professoressa Carola Corcione, «Gli studenti hanno dimostrato ottime capacità di gestione delle dinamiche di squadra, manifestando sempre una competizione sana ed equilibrata, che ha consentito di migliorare le prestazioni di tutti nel rispetto pieno e completo dei ruoli e delle squadre».

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