Vai al contenuto
Home » Buongiorno, notte.

Buongiorno, notte.

– di Paola Volante –

Sono nata negli anni Ottanta, l’unica memoria storica che ho è quella ripresa dagli archivi Rai, consegnata dai libri letti e raccontata frammentariamente da qualche parente.

Perciò sembrerà insolito raccontare la storia di quei giorni partendo dalle parole e dal pensiero dell’avversario politico più complementare a Moro: Berlinguer.

Su Rinascita escono tre articoli dell’allora Segretario del Pci, era il millenovecentosettantatre. Le parole scelte furono risveglio democratico, risanamento, rinnovamento dell’ intera società e dello Stato coinvolgendo il popolo, alleanza con il ceto medio e la più simbolica l’ Alternativa democratica.

Il cammino, dice Berlinguer, non può essere frettoloso ma neppure bisogna credere che il tempo a disposizione sia infinito. Annuncia così il grande compromesso storico tra quelle forze politiche che rappresentano la maggioranza del popolo italiano.

Dialogo e progresso di questo parlavano. La necessità di spingere il paese in avanti contro quella forza reazionaria che attanagliava l’Italia. Un atteggiamento profondamente riformista da parte dei principali protagonisti di quella stagione politica. Berlinguer e Moro incontrandosi costruiscono il futuro standoci dentro. Il rischio di un Pci populista, senza responsabilità è molto pericoloso avverte Il presidente della Dc e va combattuto attraverso la politica, la soluzione è un Pci inglobato dall’ esterno nel progetto governativo. La fiducia al governo Andreotti sarebbe iniziata lentamente, per abituare il rispettivo elettorato. Attorno i dubbi di molti crescevano.

La mattina del 16 marzo l’Italia si fermò in via Fani e tutto finì. Fanfani si accordò con Craxi. Il Pci sarebbe tornato a fare quello che gli riusciva meglio cioè l’ opposizione, la realtà lo fece ridiventare una forza politica reazionaria, purista e moralista ( la successiva intervista scalfariana ne sancì l’isolazionismo deontologico) e che il craxismo sostituiti con elementi moderni e oggi rivalutati perché vincenti ( su tutti il referendum sulla scala mobile).

E se invece Moro fosse ancora vivo e uscisse dalla prigione e andasse in giro per le strade di Roma come immagina Bellocchio in Buongiorno Notte? I film che restano nella memoria collettiva spesso raccontano il riscatto, il sogno, la speranza, ma in questo specifico contesto forse un pò stridono, si poteva trattare con dei terroristi? La ragione di Stato era più o meno importante della vita di un uomo? Il Moro privato che prevale nelle lettere private ( e non si dica che lo Stato perde la faccia) poteva essere affrontato come una questione politica pubblica? Sappiamo bene come andò a finire. Con tutti i tasselli che sembrano essere tornati al loro posto. Con la fine di un’altra Italia possibile che non abbiamo mai conosciuto e che non possiamo perciò raccontare. Ma solo al massimo ricordare.

Buon incontro.

Alla prossima.

Paola Volante

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *