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Xylella, CIA Puglia: “Basta annunci, il Salento deve rinascere e Bari rischia grosso”

“La possibilità che l’Unione Europea possa archiviare, a breve, la procedura d’infrazione che pende sull’Italia per i ritardi con cui è stata gestita l’emergenza Xylella è una buona notizia, anche se al momento siamo ancora al condizionale. La certezza del presente, però, è un’altra: l’olivicoltura nelle province di Lecce e di Brindisi è stata azzerata, in quella di Taranto è fortemente compromessa, e mentre ci si perde in annunci sul futuribile, il batterio è arrivato in terra di Bari, dove si usa un’espressione eloquente: le chiacchiere stanno a zero, pertanto i bla bla bla non hanno più senso. Per questo crediamo fermamente che occorra nominare un Commissario straordinario capace di imprimere una vera svolta al piano di contrasto e rigenerazione”. E’ Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente di CIA Agricoltori Italiani, a rispondere alle dichiarazioni di Salvatore Infantino. Il direttore dell’Osservatorio fitosanitario regionale, infatti, annunciando che l’Unione Europea starebbe pensando ad archiviare la procedura d’infrazione, ha delineato un quadro ottimistico sulla lotta al batterio che ha distrutto milioni di piante d’olivo su oltre il 50% del territorio pugliese. “A Infantino poniamo tre domande: la procedura d’infrazione è chiusa? La Xylella si è fermata o sta andando avanti? Da quale osservatorio sta rassicurando l’opinione pubblica e la politica sul fatto che sia tutto sotto controllo?”.

“Le eradicazioni, i ristori e i reimpianti sono in clamoroso ritardo”, ha aggiunto Sicolo. “Negli ultimi due anni, il lavoro dell’Assessorato all’Agricoltura sul contrasto alla Xylella è stato positivo, ma non è stato sufficiente ad avviare quel circuito virtuoso che dovrebbe vedere tutte le azioni camminare insieme: buone pratiche di prevenzione, eradicazioni, ristori e reimpianti sono azioni legate l’una all’altra, devono procedere più velocemente, perché nelle aree in cui il batterio è presente da più tempo l’olivicoltura si è fermata. Questo significa reddito zero per migliaia di olivicoltori e di frantoiani; campagne desertificate, roghi, paesaggio produttivo e ambientale completamente stravolto, perdita di posti di lavoro”, ha spiegato il presidente regionale di CIA Agricoltori Italiani di Puglia.

“Solo un mese fa, Arif (l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali) ha proceduto alla eradicazione di piante che erano state individuate infette e da estirpare con determine regionali del lontano 2021, nonostante i proprietari non avessero manifestato alcuna opposizione. Sempre relativamente alle eradicazioni, vi sono proprietari che nel 2021 hanno proceduto alla estirpazione volontaria di alberi, agevolando quindi anche il lavoro di Arif e rispondendo alle prescrizioni regionali nei tempi dovuti, ma sono ancora in attesa di ricevere i relativi contributi regionali previsti per far fronte alle ingenti spese sopportate per le eradicazioni”.

“Dopo le nostre ripetute e circostanziate denunce, qualcosa inizia timidamente a muoversi, ma la Xylella è più veloce. E’ vero che la diffusione del batterio registra un rallentamento, ma questo non può essere un motivo per bearci, anzi, deve rappresentare un’opportunità da cogliere concretamente e con rapidità per fermare del tutto l’avanzamento. Ci sono due rischi enormi e inaccettabili, dei quali purtroppo uno è in piena fase di realizzazione: il primo consiste nel pericolo che i ritardi compromettano per sempre la possibilità di rigenerazione olivicola nel Salento e negli altri territori colpiti; il secondo è che il batterio si diffonda in tutto il territorio barese, mettendo la parola ‘fine’ a lettere cubitali sull’olivicoltura pugliese. Ecco perché riteniamo indispensabile la nomina di un commissario o comunque di una autorità con poteri speciali e risorse umane e finanziare adeguate. Come riteniamo indispensabile un incontro, che abbiamo già chiesto più volte da mesi, con il governatore Emiliano per fare un punto sulla situazione della Xylella e per parlare delle azioni immediate da intraprendere dopo 10 anni nei quali è successo di tutto, anche l’impensabile e l’inverosimile. Da parte nostra continueremo a fornire tutta la collaborazione alle istituzioni europee, governative e regionali e alla comunità scientifica come stiamo facendo ininterrottamente dall’autunno del 2013, per salvare quello che rimane della olivicoltura pugliese e la intera olivicoltura nazionale”, ha concluso il presidente regionale di CIA Puglia, Gennaro Sicolo.

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