Il tema dell’identità e del ruolo sociale come occasione di confronto, crescita e consapevolezza grazie al progetto “Chi sono io? Viaggio tra identità smarrite e ritrovate”, ideato e coordinato dal taurisanese Fernando Parrotto Rizzello, che nei giorni scorsi ha visto la sua conclusione ricevendo un importante riconoscimento da parte del Lions Club Messina Ionio per l’alto valore educativo, sociale e umano dell’iniziativa.
Il progetto, inserito nel Service 2026 ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’impegno del Lions Club sul territorio messinese, coinvolgendo circa 300 studenti provenienti da diversi istituti scolastici superiori della città e alcuni detenuti della Casa circondariale di Messina in un percorso intenso e partecipato articolato in cinque incontri.
Al centro del progetto, una riflessione profonda sulla crisi dell’identità nella società contemporanea e sulla necessità di recuperare il senso autentico dei ruoli fondamentali della vita: essere adolescenti, figli, genitori, alunni, insegnanti e cittadini. In un tempo storico segnato da fragilità relazionali, smarrimento e crescente fluidità dei riferimenti sociali, il percorso ha voluto offrire ai partecipanti strumenti concreti per interrogarsi su sé stessi, sulle proprie responsabilità e sulla libertà di scegliere consapevolmente chi essere.
L’iniziativa ha saputo creare un dialogo autentico tra mondi spesso lontani, come quello della scuola e quello della realtà carceraria, dimostrando come il bisogno di identità, ascolto e riscatto accomuni profondamente ogni essere umano.

Fernando Parrotto Rizzello, originario di Taurisano, Pedagogista, Esperto in Mediazione dei conflitti in ambito psicopedagogico, familiare e comunitario, svolge attività accademica presso l’Universita degli studi G. Marconi di Roma ed è coordinatore di servizi socio-educativi sul territorio salentino.
In Sicilia ha ricevuto apprezzamenti da autorità lionistiche, accademiche e civili per la capacità di ideare un progetto innovativo e di forte impatto sociale, capace di coinvolgere giovani, famiglie, docenti e detenuti in un’esperienza di rara intensità culturale ed emotiva.
“Questo momento rappresenta per me motivo di grande emozione e gratitudine”, ha dichiarato Fernando Parrotto Rizzello. “Il progetto nasce dall’urgenza di porre una domanda fondamentale che oggi molti giovani, ma anche tanti adulti, faticano ad affrontare: chi siamo davvero dentro una società che cambia continuamente i riferimenti? Abbiamo cercato di costruire spazi di ascolto autentico, senza giudizi, nei quali ciascuno potesse riscoprire il valore della propria identità e del proprio ruolo”.
Il dottor Parrotto Rizzello ha poi sottolineato il valore umano dell’esperienza vissuta con gli ospiti della Casa circondariale: “L’incontro con i detenuti è stato uno dei momenti più forti del percorso. In quelle testimonianze abbiamo ritrovato dolore, fragilità ma anche desiderio di rinascita. Parlare di identità significa anche questo: comprendere che nessuna persona può essere ridotta ai propri errori”.
Parole di ringraziamento sono state rivolte anche al Lions Club Messina Ionio e, in particolare, all’avvocato Francesco Russo, per il sostegno e la fiducia accordata sin dall’inizio del progetto.
“Ringrazio il Lions Club Messina Ionio per aver creduto profondamente in questa iniziativa e per aver sostenuto un percorso così delicato e necessario”, ha affermato. “Un grazie speciale va all’Avv. Francesco Russo per la fiducia, la sensibilità e la visione dimostrate. Quando istituzioni, scuola e realtà associative lavorano insieme, è possibile generare un cambiamento reale”.


