L’agricoltura pugliese è in stato di allarme a causa dell’impennata del prezzo del gasolio agricolo, arrivato a 1,67 €/l. La CIA Puglia denuncia una escalation vertiginosa: da 0,90 €/l prima del conflitto in Iran, si è passati a 1,20 €/l dopo i primi bombardamenti, fino a raggiungere i livelli attuali. Questo aumento arriva in un momento critico, coincidente con le lavorazioni obbligatorie per contrastare la Xylella, colpendo duramente il Salento ma con ripercussioni sull’intera regione.
Rincari a cascata e razionamento
Oltre al carburante, gli agricoltori devono affrontare anche l’aumento dei costi di fitofarmaci e fertilizzanti. Non solo, si iniziano a registrare i primi segnali di razionamento del gasolio, che rischiano di paralizzare le attività agricole.
La denuncia di Gennaro Sicolo
Il presidente della CIA Puglia, Gennaro Sicolo, definisce la situazione “folle”. Il credito d’imposta introdotto dal Governo, secondo Sicolo, è già vanificato dagli aumenti continui, rendendo di fatto inefficace l’intervento statale. Sono stati richiesti interventi urgenti al Governo, all’Unione Europea e alla Regione Puglia per evitare lo stop del comparto agricolo.
Maltempo aggrava la crisi
Il quadro già critico è stato ulteriormente aggravato dal maltempo, che ha causato danni diffusi nelle province di BAT, Bari, Taranto, Brindisi e nel Salento.
Esosto contro le speculazioni
Il 21 marzo, la CIA Puglia ha presentato un esposto alla Guardia di Finanza di Bari, denunciando presunte speculazioni sui prezzi dei carburanti e delle materie prime. “Agricoltori e consumatori stanno pagando prezzi insostenibili: siamo vicini al punto di non ritorno”, ha concluso Sicolo.

