Il Tribunale di Lecce ha emesso una sentenza di condanna nei confronti della Asl Lecce e di un medico dell’ospedale di Nardò. La decisione riguarda il risarcimento dei familiari di una donna di 59 anni, deceduta nel febbraio 2009 a seguito di una diagnosi oncologica errata.
La diagnosi errata e le conseguenze
Alla paziente fu diagnosticato un tumore, quando in realtà soffriva di un angioma benigno. Di conseguenza, è stata sottoposta a 33 mesi di chemioterapia, con un totale di 57 somministrazioni tra il 2004 e il 2007. Secondo i giudici, questa terapia si è rivelata del tutto inutile per la patologia reale e, anzi, ha provocato una leucemia mieloide acuta, che ha portato al decesso della donna.
La consapevolezza della paziente
La sentenza ha evidenziato che, dopo aver ricevuto la corretta diagnosi presso il Policlinico San Matteo di Pavia, la donna comprese appieno l’errore medico. Ha trascorso gli ultimi 56 giorni della sua vita consapevole della sua malattia terminale.
Responsabilità del medico
Il medico in questione, Dario Muci, era già stato condannato in via definitiva per omicidio colposo nel relativo procedimento penale.

