Allagamenti in Valle dell’Asso: il Contratto di Fiume propone soluzioni oltre la manutenzione

A seguito delle recenti piogge che hanno causato l’esondazione del Canale dell’Asso, con conseguenti allagamenti di aree rurali e strade, il Contratto di Fiume del Torrente Asso, un progetto della Regione Puglia con il Comune di Nardò come ente capofila, lancia un appello per un cambio di strategia nella gestione del rischio idraulico. L’iniziativa, che coinvolge 17 Comuni della Valle dell’Asso, mira a promuovere una gestione sostenibile delle risorse idriche e a mitigare i pericoli legati alle piene.

Oltre la semplice manutenzione: una visione integrata

La geologa Francesca Lagna sottolinea come la sola manutenzione dei canali non sia sufficiente ad affrontare il problema. È necessario superare la concezione del torrente come un mero sistema di scolo e adottare soluzioni strutturali più ampie. Tra queste, vengono proposte la realizzazione di aree di laminazione, capaci di immagazzinare temporaneamente l’acqua in eccesso, e la creazione di spazi naturali che possano rallentare il deflusso delle piene, riducendo così il rischio idraulico per le aree abitate e coltivate.

Monitoraggio e coinvolgimento per la prevenzione

Il progetto del Contratto di Fiume prevede anche l’implementazione di sistemi di monitoraggio avanzati, con l’installazione di sensori in tempo reale per rilevare tempestivamente i livelli d’acqua e prevedere potenziali criticità. Un altro pilastro fondamentale è il coinvolgimento diretto degli agricoltori attraverso i cosiddetti “Patti di custodia del territorio”, strumenti volti a promuovere pratiche agricole più resilienti e a incentivare la cura del paesaggio.

Sfide e obiettivi futuri

Nonostante le buone intenzioni e la strutturazione del progetto, emerge una nota dolente: la scarsa collaborazione da parte di alcuni Comuni. Questa mancanza di adesione rischia di compromettere non solo l’accesso a importanti fondi dedicati alla prevenzione e alla gestione del territorio, ma anche la piena efficacia della pianificazione complessiva. L’obiettivo primario del Contratto di Fiume rimane quello di passare da una gestione emergenziale e reattiva a una strategia di prevenzione condivisa, strutturata e a lungo termine.