Omicidio a Tricase: fratello fermato dopo lite per motivi economici

Tragedia a Tricase, in via Luigi Cadorna, dove ieri pomeriggio, intorno alle 17:30, un giovane di 28 anni, Shekh Md Noyan, originario del Bangladesh, è stato ucciso con una singola coltellata alle spalle. Il delitto è avvenuto all’interno dell’abitazione del fratello 33enne della vittima, che è stato prontamente fermato dai carabinieri.

Dinamica dell’omicidio

Secondo le prime ricostruzioni, l’omicidio sarebbe scaturito da una lite familiare, i cui motivi sembrano essere di natura economica e pregressa. Un coinquilino presente al momento della tragedia ha lanciato l’allarme, chiamando il 118 e tentando, senza successo, di fermare l’aggressore. Nonostante l’intervento dei sanitari, il decesso della vittima è stato constatato sul posto.

Le indagini

I carabinieri della compagnia di Tricase hanno sequestrato un coltello da cucina con una lama di 23 cm, ritenuto l’arma del delitto, inviato al RIS di Lecce per le opportune analisi. La salma di Shekh Md Noyan è stata trasferita all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce per l’esame autoptico, affidato al medico legale Colosimo.

L’indagato

Il fratello della vittima, ora indagato per omicidio volontario, è stato trasferito nel carcere di Lecce. Ha scelto di rimanere in silenzio durante il primo interrogatorio davanti al Pubblico Ministero Donatina Buffelli.

La vittima e il contesto sociale

Shekh Md Noyan era ospite del progetto SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) del Comune di Tricase, in via Parini. Lavorava come banconista a Tricase Porto ed era descritto da tutti come un ragazzo esemplare, senza alcun problema segnalato. A febbraio aveva ottenuto la protezione speciale e la sua uscita dal programma era prevista tra circa sei mesi. La notizia del suo tragico omicidio ha suscitato profonda commozione e sgomento tra gli operatori del progetto SAI e l’intera comunità locale.