Sport negato ai giovani salentini: mancano medici per le visite agonistiche, appello dei consiglieri M5S alla ASL di Lecce

La carenza di medici dello sport nell’ASL di Lecce rischia di privare centinaia di giovani salentini del diritto a praticare attività agonistica. È quanto denunciato in una nota ufficiale, inviata via PEC al Direttore Generale dell’azienda sanitaria, da Antonio Tramacere, consigliere provinciale con delega allo Sport, Tania D’Acquarica, assessore comunale alle Politiche Sociali di Aradeo, e Antonio Antonaci, consigliere comunale di Galatina, tutti esponenti del Movimento 5 Stelle.

Secondo quanto riportato nella comunicazione, attualmente l’ASL Lecce dispone di un solo medico dello sport per l’intero territorio provinciale. Una situazione che si traduce in liste d’attesa insostenibili: per ottenere la certificazione di idoneità agonistica, obbligatoria per legge e prevista nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), i ragazzi sotto i 18 anni devono attendere anche fino a marzo o aprile dell’anno successivo. Tempi incompatibili con l’avvio dei campionati e delle competizioni, che costringono le famiglie a rivolgersi a strutture private, con un esborso economico che non dovrebbe essere necessario, trattandosi di un servizio gratuito per i minorenni.

«In questo modo – si legge nella PEC – si nega un diritto fondamentale ai nostri giovani cittadini, obbligandoli a pagarsi una visita che invece la legge garantisce. E tutto questo per poter fare la cosa più bella e salutare che possono fare alla loro età: lo sport».

Da qui la richiesta indirizzata al Direttore Generale: un intervento urgente per garantire a ragazze e ragazzi della provincia di Lecce l’accesso alle visite medico-sportive in regime di convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, senza oneri per i minorenni, e nei tempi utili a permettere la partecipazione regolare alle attività agonistiche.

La denuncia dei tre amministratori locali mette in evidenza un problema che da anni affligge il territorio: la carenza strutturale di specialisti e la difficoltà del sistema sanitario nel rispondere ai bisogni della popolazione giovanile.

Ora la palla passa all’ASL di Lecce: dalla risposta che arriverà al sollecito dei rappresentanti locali dipenderà la possibilità per tanti ragazzi di praticare sport in maniera regolare e sicura, senza dover subire ingiuste discriminazioni economiche.

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